Cascate di ghiaccio


RECOARO loc.tà Montagnole, cascata di Val Richellere Val Stupile

Avvicinamento: da Recoaro si prosegue in auto lungo la strada per rif. Alla Gazza. Giunti a contrada Gattera di Sopra si imbocca la strada per località Montagnole, usciti dal piccolo centro abitato si lascia l'auto in prossimità del primo tornante che si incontra. Si prosegue a piedi inoltrandosi per la strada sterrata che parte dal tornante. Dopo 100 mt si incontra la piccola centrale elettrica e subito dopo un ponte che si supera verso il lato sinistro del torrente. Dal bosco di pini si segue la mulattiera che costeggia il torrente verso DX fino ad un vecchio casolare dopo aver guadato nuovamente il torrente. Dal casolare si prosegue nel bosco verso DX per una traccia di sentiero che porta dentro una valle laterale. Si prosegue lungo un ripido ma breve crinale e si rientra nel valloncello fino alla partenza della cascata.

Descrizione: più che una cascata di ghiaccio si tratta di un ripido vallone in cui corre un ruscello con buona portata d'acqua - adatto a chi vuol fare le prime esperienze in piolet-traction. Si salgono 150 mt a gradoni con i risalti più marcati a 60° ma in genere la pendenza non supera i 45°. Non sono presenti soste per cui si può scegliere se farle su ghiaccio (con viti), su alberi o su tronchi secchi riversati sul letto del ruscello. La parte finale è la più interessante.

Discesa: Con 2/3 corde doppie su alberi. Complicata la procedura per gettare le corde causa la non-pendenza; conviene calare il primo con 1/2 barcaiolo e poi scendere in doppia gli altri.

Ritorno: a ritroso sul percorso dell'andata.

Ns. ripetizione del 14/01/2017 - condizioni appena sufficienti per salire, ghiaccio minimo, acqua corrente e neve fresca 10 cm


Altopiano di Lavarone, Passo della Fricca (TN) - cascata della Fricca

Avvicinamento:

da Piovene Rocchette (uscita autostrada Valdastico) si prosegue in direzione Trento per Arsiero, Lastebasse. Giunti a Carbonare bivio per Folgaria si segue la SS del passo della Fricca in direzione Trento solo per qualche chilometro e si parcheggia l'auto proprio all'ingresso della nuova galleria (parcheggio sulla SX). Si prosegue a piedi per circa 10/15 minuti lungo la vecchia sede stradale (a DX della galleria) per tratto pianeggiante fino ad incontrare un ampio canalone che parte da un piccolo ponte. Si risale faticosamente il canalone per almenoi 100 mt e si individua l'attacco sulla parete di SX (sosta a spit con cordoni).

Descrizione cascata:

Dalla sosta a spit si imbocca un primo salto leggermente apooggiato e a gradoni che porta ad imboccare un canale meno inclinato. Si sosta dopo circa 40 mt sotto ad un risalto di ghiaccio verticale. Si passa il salto sopra citato e si imbocca un pendio meno inclinato (tiro di raccordo) che porta ad un bell'anfiteatro in cui si creano (a seconda delle condizioni del ghiaccio) varie possibilità di salita. La più interessante è sicuramente a SX dove, con un bel tiro a muri verticali si giunge dopo 35 mt ad una sosta a spit e cavo d'acciaio da cui ci si può calare.

Discesa: le corde doppie (2) sono tutte attrezzate con spit o chiodi e cordoni.

Ritorno: a ritroso per il percorso dell'andata

 Relazione del 20/02/2013


Altopiano di Asiago - Tresche Conca: canyon del Gelpach (cascate varie per lo più a monotiri attrezzati - 2 colate da 2 tiri di corda)

Avvicinamento: da Piovene Rocchette (uscita autostrada Valdastico) si prosegue in auto lungo la statale del Costo in direzione Asiago. Si passa per l'abitato  di Tresche Conca e si inizia a scendere verso l'altopiano di Asiago. Si incontrano sulla destra le cave di marmo Valbruna e in fondo alla discesa dove la strada gira bruscamente a SX e si passa un ponte, ci si ferma (parcheggiare prima o dopo il ponte sugli slarghi fatti dagli spartineve). Si imbocca a piedi la stradina che parte sulal SX appena dopo il ponte (percorso segnato) e la si percorre per traccia sulla neve per circa 30 minuti (si passa sotto a dei tetti di roccia, poi un area pic-nic attrezzata, infine un rientro della stradina che segue un vallone laterale). Si abbandona la stradina in prossimità di un cartello segnaletico che indica la grotta dell'orso (LEUTE KUBALE). Si scende per traccia ripida e in qlc punto esposta nel bosco (attenzione) fino al fondo della valle sul letto del torrente. Orientamento flussi glaciali: Sud-Est ma non prendono mai il sole.

Descrizione cascata di DX: si prosegue per 50 mt a DX fino ad una calata attrezzata per corda doppia e ci si cala nel profondo canyon (cascata principale visibile sulla SX- vedi foto) lasciando la corda sul posto per poter poi risalire. Si sale la prima parte su placca appoggiata a 75/80°. La seconda parte è costituita da una grossa candela che in alto si salda al pendio. Probabile 5° - dislivello circa 80 mt.

Discesa: in corda doppia da albero sul pendio boscoso (cordoni).

Descrizione cascate di SX: si segue a SX il letto del torrente per almeno 100 mt incontrando i primi flussi glaciali sulla DX (varie possibilità di salita a monotiri con calate più o meno attrezzate). Proseguendo oltre si incontrano altre possibilità di salita a seconda del volume di neve-ghiaccio. Si può proseguire fino al termine del canyon in prossimità di un piccolo ma suggestivo anfiteatro dove si trovano varie direzioni di salita a monotiri da 10/15 mt. In alto alla DX si notano almeno 2 flussi di buona consistenza. Costituiscono entrambe 2 buone possibilità di salita per compiere in totale 3 tiri di corda. 2° tiro a SX grado 4°- 15/20 mt. 2° tiro a DX grado 4°+ 15/20 mt. 3° tiro in comune molto bello perchè incassato su roccia (tipo couloir) grado 4°- 30 mt - sosta in alto al centro su grosso abete.

Discesa: due corde doppie da alberi (attrezzate)

Ritorno: a ritroso per il sentiero e la stradina dell'andata (50 min circa)

Relazione del 22/02/2013


Alta Val Terragnolo - Val Gulva: cascate di Malga Gulva (dislivello 50 mt (DX) e 45 mt (SX) - III e 4-

Avvicinamento: da Passo della Borcola (mt 1200) provenendo da Rovereto per La Val Terragnolo o da Vicenza attraverso Arsiero-Posina (in entrambi i casi la strada non è al momento interamente percorribile perchè innevata e con divieto di transito). Dal passo della Borcola scendere a piedi brevemente a malga Borcola e appena sotto, seguendo la strada, prendere il sentiero segnato per Malga Gulva (20 min). Arrivati alla malga scendere lungo la strada sterrata fino all'ultimo valloncello nei pressi di una enorme frana di ghiaia rossastra (10 min) quindi risalire la valle per altri 10 min in vista della cascata. Orientamento: Nord-Est

Descrizione cascata di DX: Il flusso principale è sulla destra ed è costiutito da un primo facile risalto di circa 10 mt di II grado (tiro da 30 per raggiungere il muro successivo) sosta su ghiaccio o albero. Il tiro che segue è un bel muro di 15 mt a 85° (diff. IV) poi più facile e con 45 di corda si raggiungono degli alberi sulla destra da cui ci si può calare in doppia.

Discesa: in corda doppia con una calata da 45 mt e poi una da 15 mt su alberi (no cordoni).

Descrizione cascata di SX: più che una cascata è un una colata ma impegna più della precedente per difficoltà ed esposizione. Un unico tiro da 50 mt di sviluppo su balze che si susseguono verticali e costringendo a qualche zig zag per prendere il ghiaccio migliore. dislivello 45 mt e diff. IV.

Discesa: in corda doppia da un albero sulla sommità (no cordone)

Ritorno: a ritroso per il sentiero dell'andata (50 min circa)

NOTE: per una sintetica panoramica della zona vedi la pubblicazione di Tarcisio Bellò: Percorsi invernali Sengio Alto Pasubio in cui vi è un accenno anche ad altre cascate in zona forse ancora non salite. Quelle da noi fatte non sembravano avere precedenti ripetizioni.

Relazione del 19/02/2012


Recoaro Terme, Val Creme: cascata Emanuela (III-3) - dislivello mt 50 - sviluppo mt 70

Cascata Emanuela

Avvicinamento: da Recoaro Terme prendere a SX del fiume Agno per contrada Parlati e parcheggiare in prossimità della Pizzeria Vallechiara (imbocco Val Creme - chiedere il permesso per il parcheggio). Si segue la strada a tornanti per circa 20 min sul pendio destro (orografico) del torrente fino all'ultimo rustico (giallo con chiusure in legno) nei pressi di una grossa condotta idraulica (tubo che scende in valle). Guardando in alto dall'altra parte della valle si vede la colata ghiacciata da raggiungere. Per stradina si scende brevemente  sul greto del torrente attraversando nei pressi di una piccola briglia idraulica. Si costeggia il torrente sul lato opposto e si ritorna brevemente a valle lungo una traccia di sentiero che taglia il pendio destro (idrografico) - si passa davanti a un ricovero in sasso sotto un grosso macigno. Dopo 50 metri si imbocca in ripida salita il valloncello che in circa 15 min porta alla cascata salendo per risalti ghiacciati (attenzione: uso dei ramponi!) o lungo pendii terrosi.

Descrizione: bella ma breve cascata in ambiente solitario. orientamento nord-ovest e buona possibilità di formazione. Si possono compiere 2-3 tiri di corda o salire il più impegnativo in moulinette. Dalla seconda sosta probabile ulteriore candela (o goulotte) sulla sinistra (ce ne siamo accorti solo una volta ridiscesi a valle). 1° tiro facile con cui si passa a destra di un enorme masso sporgente a forma di prua - sosta su albero a SX con cordone di calata. 2° tiro 70/80° (III) per 30 mt di sviluppo con cui si arriva su una parete di roccia sulla sinistra attrezzata con 4 spit e cordoni varii per la calata.

Ritorno: in corda doppia lungo il percorso di salita della cascata poi a ritroso lungo il sentiero dell'andata.

 

Relazione del: 11/02/2012 aggiornata 14/02/2017


Campogrosso: cascata mani fredde (II-3) - dislivello m 60 - sviluppo mt 80

Cascata Mani fredde

Avvicinamento: conviene salire in auto da Recoaro al rif. Giuriolo a Campogrosso (neve permettendo in 15 min dal rifugio) in alternativa a piedi da Pian delle Fugazze per la strada di 7 Fontane (1 h circa). Dal rifugio Giuriolo si scende a piedi in direzione Pian delle Fugazze e subito dopo il primo ponticello si taglia prima per prati e poi per ripido crinale fino in fondo alla valletta tenendo sulla sinistra il ruscello che forma la cascata (no sentiero).

Descrizione: simpatica cascata di ghiaccio con buona possibilità di formazione però di breve lunghezza (2 tiri di corda). A seconda delle condizioni del ghiaccio e del suo volume si presta ad almeno un paio di linee di salita: più facile sulla sinistra (non c'è alcuna sosta intermedia predisposta) oppure con maggiori difficoltà (2 muretti di 4/5 mt) sulla destra (sosta intermedia su 3 spit in un anfratto di roccia). 1° tiro 35/40 mt (II-3), 2° tiro 50/60 mt (II-3+) con cui si esce nel bosco (sosta su albero.)

Ritorno: si sale a destra del ruscello per facili pendii fino alla strada di cui scritto precedentemente.

Nota: ATTENZIONE!!! Se ci sono cordate impegnate sopra di voi evitate di stare sotto o salire... grosso pericolo caduta pezzi di ghiaccio dalla parte sommitale appoggiata. (a gennaio 2017 il sottoscritto 8 punti in faccia....).

Relazione del 08/01/2012


Galleria fotografica (animazione in flash player)