Pasubio versante nord - itinerari arrampicata

Val Sorapache, Torre Gabrisa: via Directa Gabrisa

parete N-O (200 mt - VII+ max)

Aperta da Tranquillo Balasso, Michele Benetti, Sergio Antoniazzi il 29-07-2006  - 1a ripetizione Guido Casarotto, Tranquillo Balasso  (ns. ripetizione del luglio 2011)

Avvicinamento: da Contrà Doppio (3 km dopo Posina) si sale il sentiero della Val Sorapache fin dove questo attraversa il torrente Pache (scritta su masso). Si prosegue lungo il greto dello stesso fino ad incontrare sulla sinistra una paretina grigia. Si sale inizialmente sotto a questa per tracce di camosci e qualche ometto fino all’attacco dello spigolo (1h).

Descrizione: bella ma breve via di roccia che tuttavia richiede decisione e capacità di muoversi su roccia non sempre ottima. L'avvicinamento è faticoso e di non facile approccio. L'ambiente è selvaggio. I tiri di corda più impegnativi sono il 1°e il 4°. In generale la roccia è buona, in qualche punto bisogna prestare attenzione.

Discesa: a corde doppie (corde da 60m). Calate: sosta 6, sosta5, sosta 3

Ritorno: per il sentiero dell'andata

Ripetuta da: F. Martini-A. Lista-A. Zaltron nel luglio 2011

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Pasubio Nord - torre Gabrisa: directa Gabrisa
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Val Sorapache, Fraton: via del barba

parete N-E (sv. 255 mt disl. 200 mt - diff. 7+/A0 max) 

Aperta da Tranquillo Balasso e Placido Balasso il 27-07-2007 

1ª ripetizione: Luciano Franceschi, Tranquillo Balasso e Michele Benetti il 11.08.2007 (ns. ripetizione del lug 2008 e successive)

Avvicinamento: dal parcheggio di Contrà Doppio, 3 km dopo Posina, si attraversa il prato antistante la casa alpina S. Zeno (direzione sud), si guada il torrente Pache e, risalita la sponda opposta, per il prato verso ovest fino ad imboccare la carrareccia della Val Sorapache (segnavia n. 377), che risale fino alla confluenza con la Val del Tauro (ore 0,45). Si prosegue per altri 100 m, poi si attraversa il bosco verso sx (ometti), si entra nel greto del torrente Pache, che si risale fino alla base delle pareti di sinistra.  Sotto a queste, per tracce di camoscio in direzione est si passa sotto tutta la parete nord del Fraton, per poi risalire la base della parete, fino a portarsi sotto la dirittura della cuspide sommitale.  L'attacco è situato alla base (ometto) di una bella placca inclinata e priva di mughi (ore 1,15). L'itinerario sale tra la via Bernardi-Fontana del 1959 (a sinistra) e lo spigolo nord-est Pozzo-Giordani del 1936 (a destra). Una seconda possibilità è quella di lasciare l'auto a Malga Campiglia (provenendo da Passo Xomo) e proseguire a piedi lungo la strada degli Scarubbi fino al 5° tornante dove si scende nella valle e per tracce di sentiero aperto tra i mughi si traversa il crinale da cui si accede facilmente all'attacco con poc dislivello (1 ora).

Descrizione: si tratta di un'arrampicata di vecchio stile in ambiente selvaggio e solitario. La prima parte si svolge su placche e fessure (attenzione alla roccia) la seconda su roccia migliore e strapiombante su cui comunque occorre prestare attenzione. La via conta sufficienti ripetizioni, non è tuttavia da sottovalutare. La chiodatura è classica occorre integrare con friends e nuts, non è male avere anche qualche chiodo.

Discesa:  dalla vetta della cuspide si scende lungo la parete ovest della stessa, si continua per altri 10 metri lungo un canalino detritico della parete nord fino a un terrazzino con mugo posto a destra guardando la parete (45m). Con altri 50 metri si arriva ad una grande cengia sempre sulla parete nord, poi ancora 60 metri e si è alla grande spalla mugosa. Stando sotto la parete si scende camminando verso la parete est fino alla prima sosta dello spigolo “Pozzo” (spigolo nord-est).  Da qui con 40 metri si è alla base della parete est 50 metri più a valle del punto di attacco della via. 

Ritorno: a ritroso per il sentiero d'andata utilizzato.

Ripetuta da: A. Lista-F. Menegozzo nel luglio 2008 e successive

 

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immagini varie

Realizzato da:

Scuola Alpinismo e Sci alpinismo "Piccole Dolomiti" CAI Schio (VI)

Curato da:

Adriano Lista (interfaccia web, grafica, testi e raccolta foto)

Fabio Martini e Ivo Maistrello (relazioni e supervisione)

Diana Sbabo (grafica relazioni)