IL CAREGA

Il gruppo della Carega è un massiccio delle Piccole Dolomiti, nelle Prealpi venete, situato fra le province di Vicenza, Verona e Trento. La massima altitudine è Cima Carega (2259 m). La vetta si trova interamente in provincia di Trento. Poco sotto la cima sorge il rifugio Mario Fraccaroli. Il massiccio è limitato a nord-ovest dal M. Zugna, a nord-est dal Passo di Campogrosso (che lo separa dal Sengio Alto), ad est dalla conca di Recoaro (Conca di Smeraldo), a sud dalla Valle di Revolto e dal Passo Pertica, e a sud-ovest dalla Val di Ronchi. Il massiccio è caratterizzato da versanti scoscesi, in particolare quello meridionale e nord-orientale, che offrono vie d’accesso alla parte superiore del monte molto interessanti dal punto di vista alpinistico e paesaggistico. I cosiddetti vaj sono profonde e ripide gole di carattere dolomitico, scavate nel corso dei millenni nella dolomia dall’azione erosiva di acqua, vento ed altri agenti atmosferici. La parte superiore presenta sia aspetti dolomitici e pareti molto ripide (come nella Costa Media), ma anche le caratteristiche più proprie dell’alpe, con ampi e ondeggianti valloni prativi. La principale via d’accesso, l’unica carrozzabile, è quella dalla Val d'Illasi (provincia di Verona), chiusa tuttavia al traffico veicolare con esclusione dei gestori e degli autorizzati. Si può così raggiungere piuttosto comodamente, su una strada sterrata, il rifugio Scalorbi (1767 m), presso il passo Pelagatta che offre una eccezionale visione sulla Valle dell'Agno e sulla pianura. Da qui una vecchia mulattiera di guerra conduce alla Cima Carega e al rifugio Fraccaroli. Altre interessanti vie d’ingresso sono la risalita del Passo della Lora e del sentiero de l’Omo e la Dona dal versante meridionale oppure il più impegnativo Vaio Pelagatta; dal versante orientale sono molto interessanti e impegnativi il vaio dei Colori e il vaio dei Camosci, il Vallone di Pissavacca, mentre di maggior facilità è il classico Boale dei Fondi. Molto interessante è la salita (ma anche la discesa) attraverso la roccaforte meridionale del monte Obante, nota come “guglie del Fumante” per lo spiccato carattere dolomitico. Da qui è possibile scendere al Passo di Campogrosso attraverso il Giaron della Scala o il Prà degli Angeli. L'etimologia del nome Carega e' interessante. Molti pensano che venga dal veneto, dove carega vuol dire sedia. In realta' il nome deriga dal dialetto bavarese parlato in passato sull'altipiano dei Lessini. Kareg vuol dire bacinella. Se si guarda al gruppo del Carega da sud, questi ha proprio la forma di una bacinella. (fonte WIKIPEDIA)


Il Carega visto da Schio in una fredda alba invernale